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Genziana Maggiore: la coltivazione (Piante Officinali)

| Genziana Maggiore | Valeriana Officinalis L. | Iperico | Timo |


        Il prodotto raggiunge la maturazione commerciale verso il quinto -  sesto anno, pertanto la coltura è da considerarsi pluriennale ma con una sola raccolta. Alla tecnica di coltivazione della Genziana, che presenta ancora diversi problemi aperti , hanno portato un notevole contributo i risultati di ricerche condotte in Francia ed in Germania. Un primo aspetto riguarda il seme della Genziana che è dotato di modesta vitalità ed elevata dormienza interna. Questa può essere interrotta esponendo il seme a basse temperatura alternate 3° - 7°C. per 4 - 5 settimane; l' effetto di interruzione dello stato dormiente provocato dal freddo può essere migliorato o sostituito immergendo il seme per circa 24 ore, in una soluzione di acido Gibberellico a 40 - 70 ppm.
        
        Questi trattamenti tuttavia, non permettono un' elevata terminabilità che, mediamente , non supera il 40% nei semi prodotti nell' annata precedente. E' necessario pertanto che i semi prodotti in autunno vengano trattati nel febbraio successivo, come prima esposto e poi messi a germinare in un subsrato di sabbia e torba, mantenuto irrigato ed esposto a temperature non superiori a 10° - 15° .C. 

        Il seme non deve essere interrato oltre un cm di profondità in quanto ne risentirebbe negativamente ai fini della germinazione. Cosi facendo , si ottengono , dopo 60 - 80 gg, piantine idonee al trapianto.

        Si può costituire un impianto anche con l' impiego di parti vegetative (rizomi) di piante madri, ma il metodo non sembra essere economicamente conveniente. 

        Le piantine, ottenute in semenzaio, vengono trapiantate in aprile disponendole in file distanti 50 - 60 cm e con una densità di 10 per mq. 

        Densità maggiori hanno fornito rese superiori, ma le radici sono risultate, alla raccolta troppo piccole, perciò poco pregiate dal punto di vista commerciale e difficili da raccogliere meccanicamente. Dopo il trapianto due sono gli aspetti da curare con attenzione : l'  irrigazione e la lotta alle malerbe.

        Bisogna garantire alle piante, specialmente nelle prime fasi vegetative, una buona disponibilità idrica, senza la quale risulta nettamente danneggiato lo sviluppo e l' accumulo di principi nutritivi.

        Per quanto concerne la fertilizzazione, la Genziana è poco esigente nel primo anno di vita, dato il suo modesto sviluppo, mentre negli anni successivi richiede una piu' elevata disponibilità di elementi nutritivi.

        Un possibile piano di concimazione potrebbe prevedere l' apporto di concime fosfatico e potassico nelle quantità corrispondenti a 100 Kg/ettaro di P2O5 e 100 KG/ettaro di K2O all' impianto ed un apporto di 50-70 KG/ettaro di azoto in primavera, a partire dal secondo anno di vita della coltura.

        In qualche caso è necessario intervenire con prodotti a base di ferro per contenere gli effetti della clorosi che si manifestano soprattutto in terreni calcarei.

        La coltura della Genziana è soggetta ad attacchi fungini nella parte aerea ad opera di : Puccinia, gentianae (Str.) Link e di Botrytis Cinerea Pers. la quale determina il marciume del colletto.

        Le radici conservate in magazzino possono essere attaccate da Macrosporium comune RABH. e da un coleottero (Stegobium paniceum L.).

        Per quanto riguarda la lotta alle malerbe, la Genziana , dato il suo lento sviluppo soprattutto nei primi 2 anni di vita è molto esposta all' azione negativa delle piante infestanti.

        E' stato dimostrato che colture di Genziana diserbate producono nel primo triennio di vita, una quantità di radici 13 volte superiori rispetto alle colture non diserbate.

I prodotti usati in pre-emergenza sono :

  • diphenamid 6 Kg/ettaro
  • propachlor 4 Kg/ettaro.

In colture già in atto sono efficaci in primavera :

  • phenmedipham 1Kg/ettaro
  • prodotti ureici quali metoxuron, chlortoluron o metabenzetiazuron.



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